venerdì 14 marzo 2008

Circolare

....., 14.03.2008
Ai Docenti Componenti
il Gruppo di Lavoro
per l'Orientamento
Oggetto: Riprogettazione attività

Il gruppo di lavoro in indirizzo è convocato per procedere alla riprogettazione dell'attività, alla luce delle autorevoli indicazioni pervenute in questi giorni.
Con riferimento all'orientamento per le alunne delle classi V^, si rende necessario, in particolare, avviare un progetto dal titolo "Come sposare un miliardario".
Considerate le prospettive, appare del tutto inutile, infatti, impegnarsi nello studio del mercato del lavoro.
Ci si affida all'autonoma valutazione del gruppo, in merito alle strategie didattiche ed educative da adottare e si chiede di voler indicare, nel più breve tempo possibile, eventuali esperti da contattare per le attività d'aula.
Ove lo si ritenesse necessario, si potrà programmare un breve stage ad Arcore.

Il Dirigente Scolastico
omissis


sabato 8 marzo 2008

Berlusconi strappa il programma del Partito Democratico

Dopo aver stravinto le elezioni, che farà? Manderà al confino Veltroni? E quale sarà la sorte di Di Pietro e Gentiloni? Chi sarà il suo Dottor Menghele, quel dentista della Lega già ministro autore di un porcellum? E chi quell'anima nera e taciturna che oramai lo accompagna in ogni luogo?
Ha ragione Bocca, è priva di senso, oltre che impossibile, un campagna elettorale serena, come va chiedendo, da padre saggio, forse anche troppo, il Presidente della Repubblica.

Uno su quattro

Ancora a proposito di assenteismo: è normale lavorare un giorno su quattro? Qualche tempo fa m'era capitata una docente che aveva, a conti fatti, lavorato due anni su tre, adesso ne ho un'altra che ogni tre /quattro giorni si assenta e un'altra ancora che si assenta sempre nei giorni col maggior carico orario. Ce n'è stata, poi, una, la quale, quando ha scoperto che la struttura presso cui aveva prenotato delle terapie, poteva svolgerle di pomeriggio, ha annullato tutto e ha provato a cambiare struttura. In qualche laboratorio d'analisi cliniche riconoscono docenti e pubblici dipendenti dalla rabbia con la quale ritirano la certificazione, quando si accorgono che riporta anche l'orario.


Potrei continuare a lungo, ma forse non ne vale la pena.


Ogni giorno i collaboratori che si occupano di sostituire i docenti assenti devono fare salti mortali per far quadrare i conti, anche perchè l'organico è ridotto all'essenziale. Non sono rari i casi di una sola ora di lezione in una giornata. Il diritto allo studio ne risulta gravemente leso.


Ho provato a fare una lettera alla docente che ha totalizzato il record di 30 giorni di assenza su 120 circa di lezioni. Una letterina garbata che il problema lo affrontava di traverso, altro non avrei potuto fare, visto che i suoi bravi certificatini medici erano tutti in perfetta regola e le visite fiscali lo stesso. Dopo mezza giornata è arrivato il sindacato. Garbato anche il sindacato. Del resto non c'era nulla da dire e niente da eccepire, ma tanto valeva farsi vedere per fare contenta la docente e far capire al preside che di lotta all'assenteismo è meglio non parlare.


Insomma, docenti, medici, sindacalisti sono sensibili all'assenteismo solo quando ci va di mezzo un proprio figliolo, per il resto non se ne frega niente nessuno!
W L'ITALIA !


giovedì 6 marzo 2008

"... vittime dell'assenteismo"

la Repubblica di Giovedì 6 marzo 2008 - da Lettere&Commenti

"Sono uno studente dell'I.T.G. Panfilo Castaldi di Roma. Scrivo questa per esprimere il disagio che coinvolge me e la mia classe ... Il disagio si riferisce a situazioni limite di assenteismo di molti professori (con punte di 7 ore buco su 8)e questo comporta uscite anticipate senza permesso dei genitori, moltissime ore di lezioni perse e quindi una grave lesione al nostro diritto allo studio. Dopo ripetute proteste con lettere e telefonate alla Dirigente Scolastica non si è ottenuto nessun risultato ... Noi e i nostri genitori siamo esasperati, ho 16 anni e mi sto rendendo conto di avere molte lacune create da questa situazione... Aiutateci!"

Voglio esprimere la mia solidarietà agli studenti, ma anche alla Dirigente Scolastica, che assiste disarmata a questo scempio e deve, pure, assumersi la responsabilità dell'uscita anticipata, non disponendo della benchè minima possibilità di oparare sostituzioni.

"Scuole Aperte", dice e vuole il Ministro, ma così mi sa che fuggono anche quei pochi docenti che oggi non sono ammalati!

martedì 19 febbraio 2008

Corsi e ricorsi ... di recupero

Si parte con la prima fase dei corsi di recupero. Tutti coloro che hanno avuto delle insufficienza sulla pagella dovranno frequentarli. A meno che le famiglie non se la vogliano sbrigare da sole.
Non proprio tutti quelli che hanno avuto delle insufficienze,a dire il vero, se no andrebbe via una parte del famoso tesoretto, ammesso che ci sia. Solo quelli che hanno delle insufficienze gravi, semmai.
Ma per tutte le materie si terranno corsi di recupero? Mah, improbabile! Stesso discorso di prima.
Allora? Bisogna fare delle scelte. Le materie più importanti? Forse, resta però il fatto che bisogna spiegarglielo a quelli di disegno o di musica, magari alla fine dell'anno, quando anche il loro tre bloccherà la promozione dell'alunno genio di matematica o raffinato cultore della lingua italiana.
Ma a ben guardare, c'è una domanda ancora più importante: serviranno a qualcosa?
A costare costano e non poco, ma saranno almeno soldi ben spesi?
In taluni casi sì e in altri no.
Intanto, bisogna considerare l'alunno. Ha voglia di recuperare? Costa fatica e di questi tempi ...! Poi bisogna guardare alla natura del ritardo accumulato e, infine, al soggetto che ne dovrà curare il recupero.
I corsi, in effetti, potrebbero anche essere dei ri-corsi. Riproporre, cioè, in orario pomeridiano le stesse pratiche antimeridiane. Docente in cattedra, alunno col cellulare sotto il banco, assenze e ritardi, andate in bagno e caffè lunghi, molto lunghi, quasi all'americana. Il tutto al modico prezzo di decine e decine di migliaia di euro.
Ma cosa servirebbe per far funzionare i corsi? Buoni studenti e bravi docenti, uniti da un patto chiaro che ne definisce in modo inequivocabile gli impegni reciproci.
Forse è banale, ma meno di quanto sembra. Ad esempio, il fatto che possa realizzarsi il recupero solo con dei bravi studenti, non è certo il principio alla base della normativa ministeriale, mossa piuttosto dall'idea che tutti possono raggiungere almeno i risultati essenziali. Certo, non viene disconosciuta l'importanza della motivazione, ma si pensa che, se essa non c'è, la scuola sia sempre in grado di farla nascere. L'esperienza ci dice che non è così, ma, d'altro canto, ci dice anche che c'è un numero rilevante di docenti che di questo problema non ha la benché minima consapevolezza o, comunque, se ne frega e continua a credere che il proprio ruolo consista nel ripetere la propria lezioncina, lamentando poi il generale disinteresse della classe.
E' qui che si collocano i ri-corsi e che il pessimismo s'impone.
Peccato! Potrebbe, invece, essere un'ottima occasione per provare o affinare nuove metodologie, per costruire una comunicazione più efficace, per avviare davvero un percorso di recupero dell'essere scuola.

sabato 16 febbraio 2008

... e se fosse la volta buona?

Il candidato premier del Pd alla fiera di Roma presenta il suo programma di governo al Paese. Le dodici priorità, punto per punto

domenica 3 febbraio 2008

Scrutini

Scrutini, parola magica! Il potere torna nelle mani del docente. Sbeffeggiato, deriso, talvolta apertamente insultato, ora può, finalmente, riprendere in mano il gioco. ...
Ma no scherzo! Io, ogni volta, me ne devo sorbire una cinquantina e di docenti che, col ghigno sulle labbra, consumano la propria vendetta, ne ho visti ben pochi.
Non è questo l'atteggiamento prevalente. Certo il cretino non manca mai, di solito è quello di cui sia i ragazzi sia i colleghi hanno poca stima. Esprime tutta la propria incapacità proponendo sette in condotta, poi, magari, recupera non assegnando neppure un' insufficienza. Contraddittorio? Mica tanto! Pensateci, pensateci un po'.
Quello del voto di condotta è uno dei passaggi più delicati in quasi tutti i consigli. In realtà non conta proprio niente, visto che, purtroppo, non si può bocciare per questo. Come, ancora peggio, non lo si può fare per le troppe assenze. Eppure sono discussioni interminabili, caratterizzate dalla mancanza assoluta di logiche oggettive. L'individualismo, in verità, sembra essere una delle caratteristiche fondamentali di molti docenti. Il proprio punto di vista ha sempre valore assoluto, anche per quel docente che in quella classe ci entra solo per due ore la settimana.
A proposito di maleducazione degli studenti, poi, c'è da dire che non c'è una riunione, dicasi una, in cui a qualche docente non squilli il cellulare.
Le analisi, di solito, sono abbastanza piatte: lo studente va male o perché non gli va di far niente o perché non ne ha le capacità. Mai, ma proprio mai, mi è accaduto di assistere ad un consiglio che, dinanzi a risultati insoddisfacenti, si mettesse in discussione. Ci sono i docenti che lo fanno, ma sono proprio pochi.
Per adesso può bastare, del resto ancora non ho finito di fare scrutini, magari, se ne ho il tempo, torno a parlarne nei prossimi giorni.