mercoledì 4 giugno 2008

Sanatorie ed epidemie

Mi capita sotto gli occhi il comunicato di un'associazione studentesca, la quale, dopo l'incontro con la Mariastella Gelmini, neoministro all'Istruzione, si dichiara insoddisfatta per l'indisponibilità a considerare la richiesta di sanatoria dei debiti.
A sostegno di questa richiesta, l'associazione ha raccolto 5000 firme on line e 20000 cartacee. Sinceramente me ne sarei aspettate di più! Spero che l'esiguità del numero di firme, considerata anche la diffusione su tutto il territorio dell'associazione in questione, oltre che i sostegni di cui gode, sia la manifestazione di una diffusa stanchezza nei confronti di una scuola pensata a misura di asini e scansafatiche.
Ma siamo o no il paese delle sanatorie, dei condoni e degli indulti? E allora meglio imparare da piccoli a praticare simili strumenti. L'associazione in questione, a quanto pare, è sulla buona strada.
Impressiona quanto la radice del termine"sanatoria" contraddica però lo stato di salute della scuola, che sembra in preda ad una vera epidemia d'ignoranza.
Il ministro non solo ha detto no alla richiesta di sanatoria, ma sembra abbia intenzione di accentuare la linea di condotta, tutto sommato un po' soft, di Fioroni; il Consiglio di Stato ha rigettato, intanto, il ricorso degli eterni ricorrenti dei cobas e i debiti andranno saldati entro l'estate.
Per provare a porre un argine all'epidemia occorre andare più a fondo, per adesso, almeno, non portiamo in processione gli ammalati!

sabato 24 maggio 2008

Rifondazione e la Franzoni


Mi sfugge il motivo della proposta di Russo Spena di concedere la grazia alla Franzoni. Dico il motivo, non la ratio, che quella nei discorsi e negli atteggiamenti dei rifondaioli proprio non vale la pena cercarla. Guadagnare qualche prima pagina di giornali e tv? Ben poca cosa!
Non so, mi è proprio difficile capire!
Dicono che non è giusto lasciare due bambini senza la madre per sedici anni. Strana argomentazione: la madre non è stata condannata per l'omicidio di un loro fratellino?
Non vorrei che, impegnati, allora, ad occupare qualche scranno parlamentare e a frequentare qualche salottino romano, i russo spena se ne fossero dimenticati. Per molto, ma molto molto meno, tanti bambini vengono sottratti alla potestà dei loro genitori.
Non mi appassiona la cronaca nera, non ho mai neppure provato a ragionare sull'innocenza o sulla colpevolezza della Franzoni e ho sempre trovato vergognose le trasmissioni televisive sull'argomento, largamente frequentate dalla Franzoni stessa e dai suoi avvocati.
Mi chiedo ora, se ,dopo tutti i gradi e gradoni che il complicato sistema della giustizia italiana prevede, è stata riconosciuta colpevole, che senso ha piangere sul fatto che non possa crescere i suoi due figli?
Forse che i diversi tribunali, caro Russo Spena, hanno portato avanti una di quelle cospirazioni che di solito mettono in atto quando giudicano Silvio Berlusconi e i suoi amici?
Se è così, allora, che siano svergognati pubblicamente, che siano tradotti in galera i giudici e lasciati senza genitori i loro figli!
Ma, se così non è, cosa dobbiamo e possiamo fare noi cittadini se non fidarci della giustizia, magari lenta e non sempre efficace, né efficiente, di questo nostro paese?
E cosa resta da fare ad un paese civile se non far scontare la giusta pena a chi è stato condannato?
Un paese civile, poi, ha anche il compito di tutelare l'educazione dei figli, che certo non può essere affidata ad una madre riconosciuta colpevole d'infanticidio.
Un paese civile! Già, ma forse questo non lo è più, se mai lo è stato.
Allora la richiesta sua e dei suoi amici, partorita tra un caffè ed un cognac, caro Russo Spena, forse ha un senso, almeno quanto la richiesta di tornare a casa dopo aver confessato l'omicidio, da parte del giovane assassino di Niscemi.
Sarà stata la pesante e meritata sconfitta elettorale ad avervi ulteriormente offuscato la mente.



lunedì 19 maggio 2008

Che fine ha fatto Mariastella?

Ma che fine ha fatto il neoministro dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università?
Come mai tace?
Tenga conto, Sig.ra Ministro, che eravamo abituati al Fioroni che ne diceva anche più di una al giorno. Lei, invece, tace! Siamo tutti un p0' in apprensione. Non ha commentato neppure i dati impressionanti sull'ignoranza degli italiani e sul disastro della scuola. Capisco che non c'era nulla di nuovo, né molto da dire, ma almeno una parola di conforto o sconforto, se preferisce...
Lei lo sa che siamo un popolo di chiacchieroni, non possiamo proprio farne a meno! Questo suo silenzio da un lato c'inquieta , da un altro alimenta aspettative.
Dopo l'incarico che l'è stato assegnato, molti hanno cominciato a lamentare il fatto che lei non avesse competenze specifiche. Non è che sta provando a farsele? Lasci perdere! Non ne vale la pena!
Crei le condizioni per cacciare incompetenti e fannulloni, dai bidelli ai dirigenti, faccia un po' di pulizia e non si preoccupi del sindacato, anzi ne riduca il ruolo. La faccia subito che se no poi cominciano le pressioni delle lobby elettorali.
Fissi con chiarezza l'orario di servizio ( in molte scuole si perdono almeno 50 ore a docente), stabilisca un sistema di valutazione esterna, garantisca le risorse necessarie, ma ne controlli l'utilizzo e lo faccia senza guardare in faccia nessuno.
Non si lasci, la prego, irretire dai discorsi, che la scuola è il luogo dei bizantinismi, ancora più della politica.
Renda la scuola più seria, perchè, così com'è, non serve a nessuno.

venerdì 16 maggio 2008

"Presidente, mi interrompono". "E' naturale, e poi dipende da cosa si dice...".

Dall'ultimo discorso pronunciato da Giacomo Matteotti, il 30 maggio del 1924, alla Camera dei Deputati:
(...)
Presidente "Onorevole Matteotti, si attenga all'argomento". (...) Presidente "Concluda, onorevole Matteotti. Non provochi incidenti!". (...) Matteotti "Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare! lo non ho offeso nessuno! Riferisco soltanto dei fatti. Ho diritto di essere rispettato!"
(...) "Presidente "Onorevole Matteotti, se ella vuol parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente". Matteotti "Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!".

N.B. Non esiste nesso alcuno tra il titolo e il testo del post.

mercoledì 14 maggio 2008

APPELLO URGENTE

Original Message --------
Da: "Mais Onlus"
To: ""Undisclosed-Recipient:;"@smtp-out03.email.it" <"Undisclosed-Recipient:;"@smtp-out03.email.it>
Oggetto: appello URGENTE !
Data: 14/05/08 10:54

Carissimi sostenitori,
stiamo cercando URGENTEMENTE Medici volontari interessati per il nostro poliambutario nel Regno dello Swaziland.
E' richiesta la conoscenza della lingua inglese. L'associazione Mais copre le spese di viaggio, vitto e alloggio.
La prossima missione è prevista per giugno.
Per ulteriori informazioni controllate il nostro sito www.mais-onlus.org
Vi chiediamo, quindi, di diffondere questo appello tra amici e conoscenti e contatti e di inoltrare anche i seguenti contatti:
338.3616750
06.788.61.63

lunedì 12 maggio 2008

I FIGLI DI UN DIO MINORE

Con l'orgoglio del vincitore, Fini, nel lasciare il partito nella mani di La Russa, ha affermato: " Non siamo più figli di un dio minore! "
L'espressione indica quell'emarginazione che nasce dal non avere natali importanti.
Nell'Olimpo, alla ricca tavolata degli dei e della loro prole, non siedono i figli delle divinità minori, mangiano a parte e guardano da lontano con rabbia e con invidia. Il loro sogno è quello di poter sedere lì, di poter essere accolti e considerati come pari tra pari.
Fini, quindi, ha, finalmente, coronato il sogno di ogni figlio di un dio minore; ma Fini non è il figlio di un dio minore! Fini è il figlio di un dio che, per desiderio di potenza, ha trascinato l'Olimpo nella distruzione e nella miseria.
Sono altri, in questo nostro paese, i figli di un dio minore e a loro non è consentito, nè mai lo è stato, neppure di avvicinarsi al tavolo degli dei.

giovedì 8 maggio 2008

L a Mariastella va all'attacco

Non perde tempo la neoministra. "Per rilanciare la scuola occorrerebbe manovrare tre leve: "Valorizzazione del merito e piena applicazione del principio di autonomia scolastica", "valorizzazione del merito degli studenti" e, infine, "valorizzazione del merito dei docenti". Come? In primis, passando per il "rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente". Proseguendo per "la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo" che pubblicherà "annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili" e attraverso "il riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private". "Merito e più poteri ai presidi"ecco la scuola del nuovo ministro di SALVO INTRAVAIA da la Repubblica.it SCUOLA & GIOVANI
Senza entrare troppo nel merito, la prospettiva sembra chiara. C'è tempo per discutere e staremo a vedere come tutto questo verrà tradotto in scelte concrete.
Intanto, però, lasciatemi gongolare per il "rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici" e per i "compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente".
Non fraintendete, non è l'idea del potere che mi fa gongolare, quello che mi diverte è pensare alla faccia di tanti miei colleghi, incapaci di assumere la sia pur minima responsabilità. Prevedo una corsa ai pensionamenti!
Mi auguro che, a questa attribuzione di responsabilità, corrisponda, allo stesso tempo, un riconoscimento pieno del ruolo e una penalizzazione per chi non riesce a far bene il proprio lavoro.

Io comunque sono d'accordo!
A proposito: "gli alunni raggiungeranno da soli il museo, a dove incontreranno i loro insegnanti ...", il docente che scrive così che faccio, me lo tengo?